-REVIEW- Metallicomio.it about "Sail into the Black" EP

October 20, 2016

 

TITOLO: Sail Into The Black
BAND: Wolfear
ANNO: 2016
LABEL: Indipendente
GENERE: Thrash/Heavy Metal 
COUNTRY: Italia

 

I Wolfear sono una band Thrash Metal campana formatasi nel 2012, prima di fermarsi alla formazione attuale e alla stesura del loro primo Ep hanno subito alcuni cambi nella formazione e affrontato svariati anni di gavetta durante i quali hanno certamente affinato la loro concezione di musica, arrivano così al 19 Marzo 2016 a rilasciare il loro Ep intitolato Sail Into The Black, un Ep che esprime con potenza e voglia di rivalsa i dettami della società odierna che siamo costretti ad accettare volenti o nolenti. E’ un album molto ricco di sfumature ed influenze, oltretutto le tematiche trattate nei testi sono decisamente uno spunto per ben più alte riflessioni. Forte ed evidente è il legame con il Thrash Metal, ma non disdegnano influenze da band di maggior livello tecnico come gli Opeth.
Il disco si presenta in maniera davvero eccellente, la nostra immaginazione viene catturata subito dalla copertina, una nave diroccata, un relitto che non molla e resiste contro la furia del mare nonostante sia prossimo al naufragio, il tutto accompagnato da un’atmosfera cupa e gravida di tempesta. Considerando il contenuto dei testi e delle tematiche trattate è evidente l’analogia con il mare di regole in burrasca che destabilizzano l’uomo identificato in una nave, che nonostante le difficoltà di navigazione, i danni e gli imprevisti continua verso la meta ultima del viaggio, ma la speranza è presente sotto forma di raggio di luce che nonostante l’ombra cupa e le nefandezze di un mare imprevedibile, rischiara il cammino dei naviganti con la sua luce. La produzione complessiva è nella media, è possibile godere di un ascolto lineare e senza sbavature, ogni strumento è scandito nelle sue proprie frequenze, e ben lontano da produzioni amatoriali, è palese l’avvalimento di uno studio di registrazione, un valore aggiunto che dimostra l’impegno di questi ragazzi a produrre un prodotto qualitativamente soddisfacente per il pubblico e degno di essere pubblicizzato e diffuso nella comunità. L’opening di questo disco è affidata alla title track Sail Into The Black che ci dà il benvenuto con un ambiente che lentamente lascia spazio ad un connubio di arpeggio di chitarra voce di Simone Ulino e batteria, egregiamente ritmata da Rolando Manzione. E’ una traccia oscura, piena di rabbia che richiama uno stile analogo utilizzato dagli Opeth, il livello tecnico si mantiene alto per tutta la traccia senza sbavature.
Le fasi ritmiche sono gestite in maniera magistrale creando atmosfere davvero meritevoli accompagnate da stupendi cambi di ritmo. Unica nota negativa è certamente la sezione solista, ben eseguita ma leggermente grezza che manca di tocco e scelte armoniche appropriate, un grave colpo alla produzione, ma non invalidante. My Truth ci fa capire subito come andrà avanti il lavoro con un carico riff che ci promette tanta violenza e tanto groove. Nonostante sia una traccia molto più lineare della precedente è comunque in grado di non far decadere il livello qualitativo grazie all’ottimo livello tecnico dimostrato. Anche qui una leggera pecca è la sezione solista, non proprio pulita per quanto riguarda precisione di esecuzione e suono. Il brano procede spedito fino a catapultarci in un mare in tempesta che porta il nome di Conspiracy Of Silence, che dopo una breve introduzione quasi melodica torna a farci navigare in un mare di rabbia, la cadenza di questo brano è misteriosa ed aggressiva allo stesso tempo, ancora una volta la voce riesce a darci le giuste sensazioni e a sposarsi in maniera eccellente con il contesto. Stavolta è molto più presente una sfumatura Heavy che va a contaminare il dominante Thrash della produzione. Senza tregua ci gettiamo nell’ascolto di Oath of Destruction la quale mantenendo fede al suo nome è un davvero distruzione pura, è evidente l’influenza dei Pantera nel ritmo e nell’esecuzione delle linee vocali, ma va bene così, si amalgamano perfettamente con il contesto e non hanno sentore di stantio, segno del grande rispetto della band nei confronti dei grandi del passato. Una breve sezione solista e via, la traccia continua a galoppare verso la successiva tappa dell’ascolto.
Beyond The Line segue le orme delle precedenti tracce mantenendo alto il livello generale senza nessuna variazione sostanziale, estremamente godibile ed eseguita in maniera eccelsa, ma senza nessuna reale sorpresa di base. Dear Enemy la potremmo quasi definire una bonus track in quanto risalente ad una precedente sessione di registrazione risalente agli albori della formazione attuale, si nota subito la grande differenza fra questa traccia e il resto del lavoro. Altra cosa estremamente evidente è il grado di crescita della band e della tecnica da attribuire alla voce di Simone Ulino che con questa prova del nove ci dimostra quanto abbia lavorato sulle proprie dinamiche vocali. In conclusione, i sei brani che compongono l’Ep godono quindi di ottime linee ritmiche che donano groove e spessore accompagnate da un growl/scream potente che ben si sposa all’atmosfera sprigionata dal disco. Il sound delle chitarre è eccellente, carico, potente e sostenuto, alimentato da scelte melodiche che ben rincalzano i canoni del Thrash Metal ricordando a tratti band come i Pantera e avvalendosi di una sperimentazione che ricorda vagamente gli Opeth. Unica nota di screzio è la sezione solista nella sua totalità, troppo grezza, che stona con la grande professionalità ritmica, è una crisalide alla quale manca l’ultimo gradino per sbocciare. Non invalida del tutto la produzione ma lascia spunto per puntare il dito ad una imperfezione e dà aria a qualche sacca di critica.
E’ però un lavoro prodotto con passione e competenza che si lascia ascoltare e riascoltare senza annoiare e si guadagna quindi un voto ben oltre la sufficienza.

VOTO

75/100

 

TRACKLIST:

1) Sail into the Black
2) My Truth
3) Conspiracy of Silence
4) Oath of Destruction
5) Beyond the Line
6) Dear Enemy (demo version 2014)

 

LINE-UP:

Simone Ulino – Voce e chitarra
Nicola Fiorillo – Chitarra
Michele Gigantino – Basso
Rolando Manzione – Batteria

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