-INTERVIEW- from Eraskor.com

October 20, 2016

 

I Wolfear, band proveniente da Eboli (Sa), inizia a prendere forma nel lontano 2012. Dopo alcuni cambi in line up e svariati live in giro per la regioneCampania, la band giunge al suo debutto discografico con l’album “Sail Into The Black”. Un oscuro e massiccio concentrato di thrash, death e groove, funge da caparbio e incisivo biglietto da visita capace di regalare ottime sensazioni e idilliaco piacere nell’ascolto di questi primi sei pezzi.

 

1. Salve Wolfear, benvenuti sulla nostra webzine, cominciamo questa intervista con una breve biografia della vostra vita artistica

Nicola (chitarra) : Ciao Ermanno, innanzitutto grazie a te e a tutta la redazione di Eraskor per averci dato questo spazio. Prima di arrivare alla fondazione dei Wolfear ho militato in vari gruppi metal della nostra zona senza però arrivare mai a qualcosa di concreto. Ho spaziato dal power più classico, all’epic in stile Manowar fino ad arrivare al metalcore nell’altra band di cui faccio parte, i Too Xigen (in questo momento in pausa riflessione).

Simone (chitarra e voce) : Ciao Ermanno, e un saluto a tutti i lettori di Eraskor! Io nasco come chitarrista, ma fin da subito mi sono dilettato anche nel canto (provando ad imitare quelle assurde e strane voci che ascoltai per la prima volta intorno ai 13 anni) e nel songwriting. Ho militato in alcune band locali, alcuni progetti sono stati piú importanti di altri, sempre in ambito metalcore, ma spaziando da classici thrash come i metallica a sonoritá death come gli Hour of Penance, che apprezzo molto, in quanto mi hanno “iniziato” a suoni per me del tutto nuovi.

Michele (basso) : Salve, in primis volevo ringraziare tutti voi per lo spazio concessoci. Partiamo dal fatto che io provengo da tutto un altro genere, punk-rock/ punk hardcore; per svariati anni ho suonato con diverse band della mia zona, alcune fondate da me e altre no. Questo più o meno da quando avevo 14 anni, poi si cresce e cambia la mentalità, il modo di vedere le cose e poi, cosa principale, col passare degli anni, si accumulano varie esperienze e come una spugna si inizia ad assorbire e ad elaborare un po’ tutto quello che ne deriva, ed è proprio da li che iniziano i vari cambiamenti, che nel mio caso mi hanno portato non ad eliminare questo genere dalla mia vita, perchè lo ascolterò sempre, ma semplicemente a metterlo da parte, perchè ero arrivato ad un punto in cui non percepivo più nulla suonandolo. E per me, la cosa fondamentale per una persona che suona e canta, è quella di sentire proprio quello stacco, quel accordo…e a me cio’ non accadeva più. Feci la prima prova con i Wolfear e sentii fin da subito che quei pezzi, anche se non erano stati scritti da me, mi facevano percepire cose nuove, cose che mi coinvolgevano del tutto. Infatti quando le suono durante le varie serate, mi faccio prendere molto dalle emozioni che mi trasmettono, coinvolgendo ovviamente anche il pubblico.

Rolando (batteria) :Ciao Ermanno, io sono il batterista dei Wolfear e suono fin da piccolissimo….ho militato in molti gruppi della zona ma è da poco che sono nell’ambito metal derivando da generi più classici infatti i miei progetti spaziano dal rock anni70\80, al jazz, all’etnico-popolare.

 

2. Come nasce l’dea di unire la parola lupo a paura?

Nicola: Beh…diciamo che la scomposizione del nome da te fatta non è la sola possibile, c’è anche Wolf-ear, letteralmente orecchio di lupo. C’è da dire che dietro al nostro nome non c’è un’etimologia ben precisa, nel momento in cui fu scelto sembrava suonasse bene e poi il lupo si sa è un animale leggendario, poetico…magico. Tutto qui!

 

3. La formazione nasce nel 2012 ma il vostro debutto arriva solo oggi, motivo dovuto ai molteplici cambi di line up?

Nicola: Si, la line up com’è oggi nasce nel 2012, ma la storia della band inizia ben prima di quell’anno. A memoria, non vorrei sbagliare, ma gia nel 2008\2009 esisteva una forma embrionale dei Wolfear. Sotto questo nome, e sotto i miei occhi, si sono alternati cosi tanti cantanti,batteristi,bassisti e chitarristi solisti che avrei potuto formare altre 5 band ahahahahahah
Proprio per colpa di tutti questi continui cambiamenti il debutto è stato rimandato fino ad oggi, finalmente!

 

4. Sicuramente un buon inizio il vostro, song dirette, cariche di atmosfera e ottime vocals (anche filtrate), come mai la decisione di registrare solo sei tracce e non creare un vero e proprio full lenght?

Michele: Beh, c’era la voglia di realizzare qualcosa subito. Le canzoni ormai avevano raggiunto una maturità tale da poter essere incise ed “accantonate”, dato che comunque il nostro obiettivo è quello di cercare di dare una nuova impronta al sound del gruppo. Metà della formazione, poi, era già cambiata, quindi nello stesso tempo l’uscita di questo lavoro doveva rappresentare sia la fine di un ciclo dei Wolfear e sia un punto di inizio per la nuova formazione.

Simone: Questo EP rappresenta per noi un manifesto ed un testamento al tempo stesso. Nell’ultimo periodo abbiamo acquisito una certa consapevolezza della nostra identità, di cosa sia la nostra musica, quindi con questo demo abbiamo deciso di mostrarci al pubblico durante l’intero percorso di crescita. É un omaggio al nostro breve passato e l’auspicio per un lungo futuro!

Rolando: In realtà la nostra decisione di produrre un EP è nata dal fatto che volevamo chiudere col passato e iniziare la produzione di un full lenght totalmente scritto dalla formazione attuale e dando una direzione ben precisa al sound e alla composizione della band.

 

5. Artwork a dir poco strabiliante, epico e suggestivo, chi è l’artista chiamato a compiere questa opera?

Michele: Ecco, sono io l’artefice della parte grafica dell’ EP. Avendo intrapreso la carriera di grafico, ho deciso di cimentarmi io stesso nella realizzazione di questo lavoro, in parte per risparmiare un po’ di soldi, almeno in questo, e in parte (o meglio, soprattutto ) perché, per essere sinceri, mi rendeva orgoglioso l’ idea di poter realizzare io stesso la copertina del nostro primo lavoro. L’artwork iniziale era stato disegnato interamente da me, il tema era sempre quello del vascello squarciato ed in balia delle onde; non essendo però pienamente convinti del risultato, iniziammo a lavorarci di nuovo da zero, mantenendo comunque l’idea iniziale e arrivando alla fine all’ artwork che ora tutti vedete.

 

6. Quali tematiche trattate in Sail Into The Black?

Simone: Sail into the Black tratta delle tematiche a noi piú vicine, quelle che sentiamo essere piú vicine all’uomo in quanto umano: La rabbia di essere spettatori spesso inermi di folli ingiustizie, la perenne contraddizione fra morale, giustizia e irrazionalità, la perdita di persone a noi care, la morte. Il filo conduttore é questa nave, minacciata da intemperie e catastrofi d’ogni genere, persa in un mare nero, denso, etereo, quasi non reale, ma ancora resiste, ancora lotta, l’equipaggio é scosso ma non si dà per vinto: C’è ancora speranza nell’umanitá (?).

 

7. Nessuna etichetta discografica si è dimostrata disponibile nei vostri confronti? Oppure l’autoproduzione è una scelta voluta.

Michele: un’etichetta si mostrò interessata alla promozione di “Sail into the black”, ma per quanto la qualità del suono a noi sembrasse abbastanza buona, alle loro orecchie risultò diversamente. E per questo decisero di non intraprendere questo percorso con i Wolfear. Noi continuiamo comunque fiduciosi per la nostra strada, se poi dovesse arrivare un qualche tipo di proposta, saremmo ben lieti di discuterne.

Simone: Nota “dolente” questa, se vogliamo. In realtà abbiamo ricevuto le attenzioni di qualche etichetta, ma in nessun caso ci sono state fatte offerte di produzione (o co-produzione)… Ci siamo sentiti quasi presi in giro da somme in denaro a volte quasi ridicole, che nessuno potrebbe ragionevolmente investire. Ovviamente abbiamo trovato anche molte porte chiuse, ma questo non ci ha scoraggiati! In fin dei conti l’autoproduzione é stato secondo noi un valore aggiunto per un lavoro pregno di tanta passione e dedizione.

Rolando: in realtà l’autoproduzione è stata del tutto casuale dovuta al poco tempo a disposizione e dall’impossibilità, sopratutto economica, di intraprendere una co-produzione con qualche etichetta.

 

8. La vostra musica è sicuramente un ottimo apripista per qualche band più conosciuta e vicina al vostro genere, mi chiedevo se avete già avuto proposte di questo genere.

Michele: una delle band con le quali ci piacerebbe collaborare, è quella dei Southern Drinkstruction. Per chi non li conoscesse, vi invito ad ascoltare qualche loro canzone: sono veramente cazzuti!

Simone: Abbiamo avuto contatti con qualche gruppo sicuramente piú importante, ma niente di concreto. Ci farebbe comunque molto piacere una collaborazione!

Nicola: si i nostri brani abbracciano vari generi quindi si sposerebbero alla perfezione con band più conosciute, per adesso nessuna proposta….ma noi siamo qui in attesa!

 

9. Avete prossime date live in programma da poterci segnalare?

Michele: a breve termine direi di no, abbiamo avuto alcune proposte e ne abbiamo fatte svariate, però ancora non si è concretizzato nulla. Speriamo che con l’arrivo dell’estate e dei suoi numerosi festival, riusciremo ad inserirci in modo da promuovere ancora di più l’ EP.

Nicola: il 28 aprile abbiamo partecipato all’Hard N’ Hades Fest II a Napoli, abbiamo condiviso il palco con altre band metal della Campania, un’esperienza bellissima e speriamo in futuro ce ne saranno altre; inoltre abbiamo mandato un po di candidature ad alcuni festival qui al sud e stiamo in attesa di risposte. E’ dura ma in qualche modo ce la faremo!

 

10. Ora che il primo passo è compiuto, procederete con un nuovo ep o punterete dritti al primo full lenght? Grazie per la vostra disponibilità, buona fortuna per tutto!

Nicola: Si in questo momento siamo in fase di composizione, infatti dopo questo nostro primo EP, che alla fine contiene brani che racchiudono i primi anni di vita della band, stiamo lavorando per arrivare ad un full lenght. Vi ringrazio ancora per averci dato spazio e speriamo di risentirci presto!

Simone: Beh, ora si punta in grande! Stiamo giá lavorando a nuovi inediti e l’obbiettivo ultimo é sicuramente un full length! É essenziale per noi che la musica e i testi si sposino bene, che le canzoni portino l’ascoltatore a provare sensazioni e reazioni reali, ed in questo senso speriamo di stupire, grazie a riff cattivi ed evocativi!
Beh che dire, è stata una piacevole chiacchierata, grazie dinuovo a te Ermanno, per averci dato questo spazio, e un saluto ai lettori di Eraskor….alla prossima!

Michele: beh, abbiamo iniziato da poco la fase di promozione di questo nostro “piccolo” lavoro, ma nel mentre stiamo già iniziando a buttare giù qualche idea per delle nuove canzoni, per un possibile full lenght. Diciamo che il prossimo lavoro sarà ancora più curato di questo, avrà nuove influenze e sarà più carico di tensione e di rabbia; in pratica, citando Nicola dal prossimo lavoro potrete iniziare ad ascoltare quello che ORA sono realmente i Wolfear. Ci saranno, quindi, molte novità. Vi ringrazio di tutto, sperando di ritrovarci l’anno prossimo a parlare del nostro primo album! A presto.

Rolando: Si ora siamo indirizzati verso la composizione e produzione del nostro primo full lenght, forse opteremo per un concept, ancora non è certo, ma una cosa si è certa, a breve usciranno nuovi brani col nuovo sound targati Wolfear!
Grazie ancora per la disponibilità, alla prossima!

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